piccoli pensieri, pungenti riflessioni, un punto di vista diverso dal vostro...
La lotta 3 – il ritorno
Per chi avesse perso “La lotta” del 02/05/2006 e “La lotta 2 – la vendetta” del 30/08/2006 consiglio la loro lettura su questo blog.
Tutto è cominciato due giorni fa, era l’ora di chiusura (le 19.30 circa) qui in ufficio, quando ad un certo punto vado in cassaforte per mettere via delle cose, percorro serenamente il corridoio, giro a sinistra, entro nello stanzino, accendo la luce e lui era lì… Il bestio in questione era il più grande scarafaggio vivente mai visto in vita mia, giuro una cosa schifosa, una creatura scappata sicuramente da qualche laboratorio sperimentale segreto, composto da antenne satellitari chilometriche che gli spuntavano dalla testa…testa…un capoccione obbrobrioso attaccato a un corpo robusto e compatto nero come la morte. Era lì davanti alla cassaforte che mi impediva di passare, e io dovevo scavalcarlo per forza se volevo mettere al sicuro i beni dell’azienda… era li che scrutava ogni mio movimento, perché aveva capito che parandosi innanzi a me aveva dato inizio al combattimento. Fui preso subito dal panico, un gay disarmato solo contro questo orrido essere, ora so come si è sentita la povera Eowyn quando ha dovuto combattere faccia a faccia contro il Nazgùl a Gondor, lei almeno aveva una spada e un grande coraggio, io avevo una cartellina di carta, un borsello e una cassetta per i soldi… Ovviamente il primo istinto è stato quello di gridare e indietreggiare alla vista del Nazgùl, lui si stava muovendo per attaccarmi, e io indifeso, che agitavo le cose che avevo per le mani come un isterico, non sapevo proprio che fare. Poi l’illuminazione…avrei potuto schiacciarlo come meritava…ma con cosa?? Potevo forse permettere che le mie scarpe si sporcassero di questo delitto? In fondo era legittima difesa… fu proprio questo il momento in cui il Nazgùl sferrò il suo colpo verso di me, mi mancò di poco e io alzai il mio piede destro e lo colpii con violenza. Aveva smesso immediatamente di muoversi mentre io esultavo alla grande, saltellando a destra e a manca…poi come in ogni film dell’orrore che si rispetti, mi accorsi che non era morto del tutto, le sue antenne si muovevano in modo convulso, così assestai il colpo di grazia ihihhihi….. Una volta rimosso il cadavere (con dei fazzoletti che ero corso a prendere in bagno), lo buttai negli abissi dello scarico fognario. Così il mio avversario lasciò questa Terra, almeno lo pensavo fino a stamattina…non volevo credere ai miei occhi, stavo uscendo dal bagno e Lui era lì, era li che si muoveva di nuovo, che respirava, che mi guardava… AAAAHHHHH, ma che hai nove vite come i gatti brutto bestione?? Vai a tormentare qualcun altro… Dovevo chiamare un prete per farlo esorcizzare? Colpirlo al cuore con un paletto appuntito o una pallottola d’argento?? Dove trovare tutte queste cose poi… Bastò invece il vecchio buon metodo della pestata col piede, dovetti colpirlo ben 3 volte stavolta prima di farlo crepare…. Eh che cavolo, ma che sei l’Highlander degli scarafaggi?? Ora potrò stare tranquillo? O ritornerà con 3 teste la prossima volta e sputerà anche fuoco??... So solo che per ora ha raggiunto il suo amichetto nello scarico… e sta alla larga da qui, chiaro?
Fiducia
Fiducia: sentimento di sicurezza, tranquillità, speranza e sim., che deriva dal confidare in qcn. o in qcs., nelle possibilità proprie o altrui prestigio, buona reputazione.
Una parola certo molto importante, che sta a rappresentare tutta la stima, la speranza o il sentimento di amore che ci potrebbe legare ad un’altra persona. Non è sempre facile fare affidamento su qualcuno, spesso le aspettative che abbiamo vengono deluse, forse perché troppo alte, o forse per l’inettitudine dell’essere in cui le abbiamo riposte. Siamo certi che se confideremo un segreto all’amico del cuore, quel segreto morirà con lui (o così dovrebbe essere) ma perché si sceglie? Non dovrebbero esserci differenze, eppure una persona ci da o ci ispira più sicurezza di altre, e perché nonostante si tratti dei nostri migliori amici, la danno in percentuale diversa? Se uno è affidabile esiste un metro di misura per vedere da
Se quel piccolo segreto una volta detto a uno, si passa poi a raccontarlo all’amico “successivo”, tanto valeva parlarne a entrambi no? C’è per caso una scala gerarchica che non dobbiamo oltrepassare altrimenti verremo meno alla nostra posizione? E qual è il criterio per la classificazione? Per la quantità di bene che gli vogliamo, per le ore passate insieme, o per la fiducia che gli diamo? Se A ha un problema e ne parla con B, e dopo qualche tempo ne parla con C, non poteva fare l’inverso? Si può parlare prima a C e poi a B? O così facendo sconvolgeremo la nostra scaletta andando in confusione? Se ne parli a C è perché comunque ha un po’ di cervello non credi? B ti ascolta, ma potrebbe darti gli stessi consigli che ti da anche C? Ecco un altro elemento per la graduatoria, i caratteri…. Conferiamo con B perché è più razionale e poi con C che è più istintivo? A seconda delle situazioni, potremmo anche invertirli, dipende…secondo me non è così facile, e forse non c’è una scaletta precisa di come ci comportiamo, però sta di fatto che si sceglie, per comunicare una bella o brutta notizia, per uscire, per confidare, per giocare, per ballare… Forse è una cosa spontanea e sicuramente dipende dalle affinità e dalla fiducia che si hanno con i soggetti in questione, e credo che se ci mettiamo a fare questo tipo di analisi ci verrebbe un gran mal di testa….non ci sono risposte giuste o sbagliate, come per qualsiasi cosa, dipende da noi…
Cappuccett Red
Tant ma tant temp ago, ce stava 'na little Cappucciett Red
One mattin her mamma dissed: "Dear Cappucciett, take this cest to the nonn but warning to the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in boc at the lup!"
Cappucciett didn't capl very well this ultim thing but went away, da sol, with the cest
Cammining cammining, in the cuor of the forest, at a cert punt she incontered the lup, who dissed: "Hi! Piccula piezz'e girl! 'Ndove do you go?"
"To the nonn with this little cest, which is little but it is full of a sacc of chocolate and biscots and panetons and more, more, more and mirtills" she dissed
"Ah, mannagg 'a maruschella" (maybe an expression com: what a cul that I had) dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc
And so the lup dissed: "Beh, now I dev andar because the telephonin is squilling, sorry
And the lup went away, but not very away, but to the nonn's house
Cappucciett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her sentier in the forest
The lup arrived at the house, suoned the campanel, entered, and, after saluting the nonn, magned her in a boccon
Then, after sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and fikked himself in the let
When Cappucciett Red came to the fint nonn's house, suoned and entered
But when the little and a bit stupid girl saw the nonn (non was the nonn, but the lup, ricord!) dissed: "But nonn, why do you stay in let?"
And the nonn-lup: "Oh, I've stort my cavigl doing aerobics!"
"Oh, poor nonn!", said Cappucciett (she was more than a bit stupid, I think, wasn't she?)
Then she dissed: "But what big okks do you have? Do you bisogn some collir?"
"Oh, no! It's for see you better, my dear stupid little girl" dissed the nonn-lup
Then Cappucciett, who was more dur than a block of marm: "But what big oreks do you have, do you have the orekkions?"
And the nonn-lup: "Oh, no! It is to ascolt you better"
And Cappucciett (that I think was now really rincoglionited) said: "But what big dents do you have!"
And the lup, that at this point wanted to dir: "Cossi ti mai?" (maybe an expression com: to buy to you the little machine, never?) dissed: "It is to magn you better!" And magned really tutt quant the poor little red girl
But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocen cacciator of frodo (maybe a city near there) sented all and dissed: "Accident! A lup! Its pellicc vals a sac of solds"
And so, spinted only for the compassion for the little girl, butted a terr the kils of volps, fringuells and conigls that he had ammazzed till that moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and killed the lup
Then quarced his panz (being attent not to rovin the pellicc) and tired fora the nonn (still viv) and Cappucciett (still rincoglionited)
And so, at the end, the cacciator of frodo vended the pellicc and guadagned (Honestly) a sacc of solds
The nonn magned tutt the leccornies in the cest
Cappucciett red..
beh!, let her stay, because she had capit
And so, everybody lived felix and content (maybe not the lup!)
Ma sei cieca?
Ebbene si, ne capitano di tutti i colori qui al Lido… quello che pensavo non sarebbe mai successo, è accaduto proprio stamattina. Ero in una cartolibreria per una commissione di lavoro (lasciam perdere eh) e mi si accosta una ragazza chiedendomi se c’era il numero per la fila… io rispondo educatamente che doveva appunto fornirsi di un magico numeretto, poi attacca bottone parlando del tempo, delle vacanze già passate ecc… io per cortesia gli rispondevo gentilmente e prima che me ne resi conto ero dentro a una fase di rimorchio…. Brividi… AHHHHH, ah ciecata io so gay, macchè te sei messa in testa??? Lei molto carina, sui 15-16 anni che mi sorrideva e si toccava i capelli lisci; io imbarazzato che a un certo punto l’assecondavo. Che fare? Come farla smettere?? Ucciderla? …Poi grazie al santo protettore dei gay è arrivato il mio turno così ho potuto ammirare il commesso carino che mi stava servendo… Vabbè dai perdoniamola, è giovane e deve ancora affacciarsi alla vita vera…certo però non notare che sono gay…. Mah… forse era uscita senza le lenti a contatto….mistero…
In ufficio: dico….ma penso…
Si
-no
No
-si
Forse
-assolutamente no
Non c’è problema
-eccome se ce ne sono…
Buongiorno
-che coglioni è già arrivata..
Certo, vado subito
-non ce la faccio più e voglio uscire di qui al più presto
Ah, no va bene, non si preoccupi
-te ne pentirai amaramente stronzo!
Vado in banca
-…e ci resterò anche se non c’è da fare la fila
Ho ritrovato la cartellina che si era persa
-ho ritrovato la cartellina che avevi perso idiota!
Mi scusi ce le ha le chiavi per chiudere?
-sono 45 minuti di straordinario non pagato, mandami a casa spilorcio bastardo!
Possiamo parlare?
-voglio un aumento
Si ricorda l’appuntamento con il Sig. Rossi?
-allora sloggi così inizio a sparlare di te e di quello che fai?
Stavo facendo le fotocopie
-non sto qui a grattarmi la pancia
Posso avere un giorno libero?
-mi state facendo esaurire
Sto male vado a casa
-sto male qui e vado a fare shopping
Si l’ho richiamato certo
-me ne sono dimenticato e lo farò quando tu non ci sei
Mi dispiace ma si è bloccato il computer
-mancano 5 minuti alla chiusura e ora vieni a rompere?
Non funziona internet
-non ho la minima intenzione di fare quello che mi hai chiesto
Mi dispiace
-non me ne fotte un cazzo
Buongiorno, mi dica posso aiutarla?
-se continuo a sorridere così come un ebete mi riempirò di rughe
Vado a ritirarle le ricette dal medico
-non ci posso credere che me lo abbiano chiesto
Eh si, c’era una fila assurda
-non ci sono neanche passato davanti per controllare
Ci vado domani
-sono stanco, vacci tu!
Si, ha ragione
-tappati quella fogna di bocca
Si… infatti
-non ti sto ascoltando
Non voglio mancarle di rispetto
-voglio ucciderti con le mie mani
Ha un minuto da dedicarmi?
-sto pensando seriamente di licenziarmi
Lo Specchio
Un’invenzione molto utile, diciamolo…ti permette di controllare il tuo aspetto senza andare a cercare una pozza di acqua stagnante, è colui che ti impedisce di fare degli abbinamenti di colori osceni, di sbagliare il trucco, è l’amico che ti salva quando c’è qualcuno di interessante e devi darti al volo una sistemata… ed è a volte quello di cui non abbiamo bisogno: un giudice imparziale.
Giudica, giudica senza paura di farlo, senza preoccuparsi delle reazioni altrui, ecco perché qualche volta finisce in frantumi… non sopportiamo quello che vediamo riflesso in lui, grasso in eccesso, calvizie, imperfezioni della pelle, qualsiasi difetto fisico…e a volte vediamo quello che va oltre l’immagine riflessa, la nostra insicurezza, le nostre paure, le nostre preoccupazioni, o le nostre speranze per il futuro, perché chissà fra qualche anno cosa ci sarà, o meglio l’immagine sarà più o meno la stessa, ma io? Io sarò lo stesso? Forse è proprio la nostra anima che cerca di darsi una sistemata lì davanti, e non perché deve uscire di casa per vedersi con gli amici o per un appuntamento di lavoro, lo fa per consapevolezza di noi o perché stiamo sbagliando qualcosa? Si può guardare per ore li dentro, cercando di non fare la fine di Narciso, e pensare a mille e più cose, ci si può guardare e rendersi conto di farsi schifo, ma per quello che non vediamo su quella superficie. Per l’oscurità e il deserto che c’è dentro di noi, per le nostre azioni sbagliate, per quello che stiamo facendo o non facendo nella nostra vita, per le persone che tradiamo, per il nostro essere… ed è qui che siamo fregati, perché se una maglietta non si intona con un jeans la possiamo cambiare, ma per noi? Noi ci possiamo cambiare con così tanta velocità? O bisogna andare al centro commerciale e cercare qualcosa di nuovo, qualcosa di “giusto” che ci faccia sentire meglio. Possiamo trovare noi stessi fra gli scaffali e migliorarsi per essere felici?