attacco i miei pensieri...

piccoli pensieri, pungenti riflessioni, un punto di vista diverso dal vostro...

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Utente: rouge84
Nome: Gabriele
Un giovane gay squattrinato che cerca di trovare la sua strada in questo mondo pieno di etero!

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venerdì, 29 giugno 2007

La Scelta

 

C: Avevo organizzato una festa, doveva esserci una festa

L: Sono riuscita a prendere l’ultimo volo da Toronto

C: Spero di aver fatto la cosa giusta, ho trovato il suo numero nell’agenda di Richard

L: Lui ce l’aveva si, ma noi non parlavamo spesso…. E’ terribile sa signora Vaughn sopravvivere alla propria famiglia,…

C: Il padre di Richard è morto

L: Si è morto di cancro ancora giovane… e anche la sorella di Richard è morta. Ovviamente ti senti indegno, ti senti schiacciato dall’essere indegno, tu sopravvivi e loro no.

C: Lei ha letto le sue poesie?

L: Oh si, e ho letto anche il romanzo. La gente è dell’opinione che il romanzo sia difficile.

C: Lo so

L: Dicono così

C: Lo so

L: Ha dovuto farmi morire, io lo so perché l’ha fatto, fingerei se dicessi che non mi ha ferito, io lo so perché l’ha fatto

C: Era un bambino quando lei l’ha lasciato

L: Tutti e due i figli ho lasciato, ho abbandonato entrambi, è la cosa peggiore che una madre possa fare

C: Si…..

L: Lei ha una figlia

C: Si, ma non ho mai conosciuto il padre di Julia

L: La desiderava così tanto?

C: Si, tanto

L: E’ una donna fortunata, ci sono momenti in cui ti senti vuoto e ti convinci di come farla finita… Sono andata in un albergo un giorno, e lì ho deciso di fare un passo; il passo era quello di lasciare la mia famiglia dopo la nascita del mio secondo bambino, e ho fatto così…. Una mattina mi sono alzata, ho preparato la colazione, sono andata alla fermata dell’autobus e sono partita… ho lasciato due righe. Ho lavorato in una biblioteca in Canada. Sarebbe bello poter dire che ho dei rimorsi, sarebbe un aiuto, ma che senso può avere? Provare rimorso di un qualcosa, quando uno non ha scelta? E’ quanto riesci a sopportare, tutto qui, nessuno riuscirà a perdonarmi… Lì c’era la morte, io ho scelto la vita

 


postato da: rouge84 alle ore 00:11 | link | commenti
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sabato, 23 giugno 2007

Essere gay, essere solo

 

E’ sempre stata una mia fissa, una mia paura fin da piccolo, lo stare da solo. Non mi piaceva assolutamente eppure mi ritrovavo così, quando mia sorella è diventata troppo grande per giocare con me, o quando sono passato dalle elementari alle medie è stato traumatico. Ero un ragazzino che vestiva male e con una massa di capelli informi da far schifo, secco peggio di come sono ora e non sapevo cosa fosse l’amore per se stessi. Non riuscivo a socializzare con i miei compagni/e (e lo capirò molto dopo il perché) salvo rare eccezioni che poi si sono accentuate negli anni a venire. Forse perché loro avevano già capito qualcosa che era lontano anni luce dalla mia sfera oggettiva, avevano capito che quel ragazzino insicuro ed effeminato sarebbe diventato gay. E così sono passati i 3 anni delle medie, con 3 soli amici con cui condividevi il tempo libero e lo studio, e il resto che ti donava solo derisioni e offese, tra cui oscene telefonate in cui mi si dicevano cose dell’altro mondo, insulti veramente pesanti. Quando andai alle superiori non mi sembrava vero, gente nuova, posto nuovo, qui sarei stato bene mi son detto. Il biennio trascorse abbastanza limpido e felice, facendo amicizie e sopportando qualche battuta per essere ancora “l’effeminato della classe” (ma loro non lo facevano con cattiveria, umoristico a volte e  pesante in altre). Al terzo anno cambiò completamente la classe salvo qualcuno, per via del biennio unificato ora si riunivano di nuovo i ragazzi per l’indirizzo specifico che avevano scelto. E questo forse ha contribuito a rinchiudermi un po’ in me stesso, all’ultimo banco da solo a pensare. In quell’anno ci furono due episodi che non scorderò mai, uno riguarda il karate, un giorno avevo fatto tardi nel cambiarmi e così i ragazzi del turno della palestra uscivano dalla doccia (quando io in pratica me ne andavo quando ero in orario), uno si cambia vicino a me (ovviamente dove aveva lasciato la borsa) e si toglie tutto di dosso per asciugarsi e vestirsi. Lo vedetti nudo e non ci capii più niente… stavo a testa bassa preparando la borsa e l’unico pensiero che avevo era quello di “non guardare” (anche se c’era una certa curiosità) e andare via. L’altro episodio invece riguarda il mio ex vicino di casa, un aitante gran bel ragazzo (sposato)… casualmente un giorno prendiamo l’ascensore insieme, ci salutiamo come si conviene, entro nell’ascensore e guardo fisso per terra sapendo di essere diventato rosso in viso. In questo terzo anno di liceo quindi ci fu il crollo più totale, a scuola ormai non parlavo con nessuno della mia classe, salvo qualche stralcio di parola a ricreazione. Mi guardavo attorno e avevo paura che qualcuno capisse cosa stava capitando, anche se io per primo non capivo cosa stesse avvenendo in me, un cambiamento o più semplicemente una presa di coscienza di cos’ero realmente. Fatto sta che mi guardavo allo specchio con la faccia a punto interrogativo, e andavo su internet alla ricerca delle foto dei divi di Hollywood a petto nudo…. Così su internet conobbi le chat gay (la disgrazia dell’umanità)  e cominciai a chattare con qualche altro simile. Qui incontrai un ragazzo della mia città, che in seguito conobbi e frequentai per un periodo. Ricordo che la mattina prima dell’incontro avevo fatto sega a scuola con Giordana, e le confessai…. Tutto. Lei scoppiò a ridere dalla felicità, era entusiasta per me, e senza il suo appoggio non avrei mai incontrato quel ragazzo… La frequentazione durò poco, entrambi insicuri di se stessi, non ci potevamo dare le risposte di cui avevamo bisogno allora. Da qui seguirà un periodo di conoscenza del mondo gay, dell’essere gay, cosa di cui avevo una paura fottuta, cosa di cui parlavo solo con Giordy e con nessun altro, per paura di essere di nuovo deriso, lasciato in disparte o peggio. Quegli anni di scoperte raggiunsero l’apice del tormento e della confusione al ritiro di Montefiascone (ritiro post cresima della chiesa, ma questa è un’altra storia), ritiro che durava una settimana, in cui una persona dovrebbe pensare alla sua anima, all’argomento del giorno alla spiritualità ecc… io ero caduto in uno stato che penso mi farebbe paura rivivere, tormentato e confuso, insicuro e solo, infelice di quello che ero e della mia vita, incapace di sopportare ancora questo “peso” che non riuscivo ancora ad accettare, patendo e sopportando giorno dopo giorno quella situazione, stavo morendo dentro. Ebbi una crisi di pianto davanti al gruppo del ritiro nel bel mezzo di una riunione di sabato mattina (l’ultimo giorno). Mi allontanai all’istante, il tempo per raggiungere un angolo isolato e dare libero sfogo alle mie lacrime, grazie al cielo fui raggiunto dall’animatore che avevo preso più in simpatia (e anche quello più carino), e parlando con lui in modo molto generico mi fece capire che, qualsiasi cosa fosse successa, non era così grave, non era la fine del mondo. Mi lasciò da solo per alcuni momenti, mi balenarono in testa le cose più assurde, pensai e ripensai alla mia vita fino a quel momento, agli istanti di solitudine profonda, agli attimi di felicità, ai terremoti interiori che avevo…. Mi guardai attorno, ero solo, mi alzai e guardai di nuovo, il sole nel pieno della sua luce di mezzogiorno, l’aria, gli alberi che mi circondavano, c’era la vita, si! Poi presi una decisone che cambiò la mia vita, decisi di raggiungere il gruppo (come mi aveva consigliato l'animatore), in pochi minuti raccolsi le mie forze e mi rimisi in gioco rientrando in campo. Ero da solo si, solo….  Ma era davvero la fine del mondo???


postato da: rouge84 alle ore 10:51 | link | commenti (3)
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giovedì, 21 giugno 2007

Buon Compleanno

(20/06/2007)

Nicole Kidman

Sono già 40 anni che ci onori della tua presenza su questa Terra di miseri mortali....

Tanti auguri alla nostra Dea immortale e grazie di esistere.


postato da: rouge84 alle ore 10:32 | link | commenti
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mercoledì, 20 giugno 2007

Terzo figlio per Julia Roberts

L'attrice ha dato alla luce un maschio

Julia RobertsJulia Roberts, la star più pagata di Hollywood, ha dato alla luce il suo terzo figlio. L'interprete di "Pretty Woman" ed "Erin Brockovich", sposata con il trentottenne Danny Moder, ha partorito lunedì a Los Angeles. Il bimbo che si chiamerà Henry Daniel, pesa 3,8 Kg e sta benissimo. Per Julia e Danny è il terzo figlio, dopo i due gemelli Phinnaeus Walter e Hazel Patricia, nati nel novembre 2004.

La Roberts e Moder, che si sono conosciuti sul set del film “The Mexican”, in cui lui faceva il cameraman, si è sposata in New Mexico nel luglio del 2002.


"La famiglia Moder diventa più grande", ha detto l'agente della Roberts, che non compare sullo schermo dai tempi di Ocean's 12. Infatti Julia si sta dedicando alla famiglia. Del resto la sua dimensione di mamma le regala grandi soddisfazioni. Tanto che ormai l'attrice, pratica di pappe e pannolini, aveva dichiarato di non sentirsi a disagio neppure con la popò dei suoi figli in mano: "Ho un sesto senso per capire quando scappa loro", aveva dichiarato.

Ora con l'arrivo del terzo bimbetto la Roberts sarà ancora più indaffarata. Ma ad aiutarla ci penserà il marito, che secondo quanto racconta Julia non se la cava male in casa: "Danny mi dà una grossa mano: è bravo a far tutto". Intanto i fan fremono nell'attesa della sua interpretazione accanto a Tom Hanks in "La guerra di Charlie Wilson", sul conflitto in Afghanistan, che uscirà entro l'anno.


postato da: rouge84 alle ore 09:41 | link | commenti
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lunedì, 18 giugno 2007

Nascondiglio

 

Nascondiglio


postato da: rouge84 alle ore 14:43 | link | commenti
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giovedì, 14 giugno 2007

Entri nella stanza buia, è piena di polvere e la mobilia è in disordine, stai cercando ma non c’è anima viva…. Il tuo gemito si perde nell’aria soffocante che c’è intorno. Trovi una candela e l’accendi per vedere meglio, un letto vuoto, una sedia per terra, polvere e ragnatele tutto intorno… le assi del pavimento scricchiolano a causa del peso del tuo corpo… sembra che ci siano delle persone ma sono soltanto ombre, ombre che ti giocano strani scherzi, ombre che ti danno l’impressione che ci sia qualcuno…. Entri nella stanza da letto, senza  soffitto, una foto a terra con il vetro rotto che ti impedisce di capire chi ci sia li sotto... la pioggia entra tranquillamente spegnendo la candela… e tu te ne rimani li sotto la pioggia al buio ad urlare al vuoto


postato da: rouge84 alle ore 12:34 | link | commenti (1)
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mercoledì, 13 giugno 2007

Usa, Pentagono studiò "bomba gay"

 

Far diventare omosessuali i nemici

 

Per combattere i nemici, il Pentagono, negli anni Novanta, finanziò una serie di studi per produrre la "bomba gay", un ordigno non letale i cui effetti avrebbero fatto diventare omosessuali i nemici, in questo modo meno efficienti perché attirati dai propri commilitoni. Il programma, confermato dall'amministrazione americana, è stato scoperto da una organizzazione pacifista di Berkeley, in California.

 

Nel 1994 un laboratorio dell'Aeronautica, a Dayton nell'Ohio, aveva chiesto fondi per 7,5 milioni di dollari per mettere a punto "una bomba non letale, contenente un prodotto chimico che avrebbe fatto diventare gay i soldati nemici, con lo smantellamento delle unità perché tutti i soldati sarebbero stati irresistibilmente attratti gli uni dagli altri". In pratica un devastante mix di ormoni afrodisiaci. I soldati nemici, nelle intenzioni del Pentagono, si sarebbero gettati gli uni sugli altri preferendo il sesso selvaggio omosessuale al campo di battaglia.

 

L'amministrazione Usa ha confermato lo stravagante piano, precisando che qualsiasi ipotesi di questo tipo è stata successivamente abbandonata.

 


postato da: rouge84 alle ore 10:12 | link | commenti
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lunedì, 11 giugno 2007

E` GAY, IL PADRE LO AMMAZZA DI BOTTE

 

 

ROMA – Un ragazzo diciottenne della capitale è stato picchiato con un bastone dal padre, che ha minacciato di cacciarlo di casa. Tutto questo perché è gay. L’uomo ha scoperto l’omosessualità del figlio ascoltando una sua telefonata al ragazzo e subito sono arrivate violenze fisiche e verbali. Poi il padre ha deciso di contattare uno psicologo per far guarire il figlio. Ma una volta che il medico ha chiarito ai genitori che non c’era nulla da curare, il padre avrà pensato che una massiccia dose di botte poteva essere la medicina giusta. Ora il ragazzo è sconvolto e sotto shock e non sa se denunciare suo padre.


postato da: rouge84 alle ore 19:12 | link | commenti (1)
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mercoledì, 06 giugno 2007

Chi ha detto: “I soldi non danno la felicità”,

non ha mai avuto questo al dito

 

 

Anello

 

 

Eh si, amici miserabili e non, questo è il  "piccolo" regalo che mi hanno fatto i miei genitori per i miei 23 anni, oh oh non è bellissimo?? Ovviamente non è della Cartier, ma è una fedelissima riproduzione, a cui non riesco a staccare gli occhi di dosso.... oh ma ke è un graffietto quello???  :O


postato da: rouge84 alle ore 18:32 | link | commenti (1)
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